
Dieta = Sacrificio = Danno scriveva provocatoriamente Enrica in uno dei suoi primi post.
Riprende nuovamente il concetto più e più volte. Vedi per esempio
Per Dimagrire non Mettersi a Dieta
Per Dimagrire non Mettersi a Dieta 2
Per Dimagrire non Mettersi a Dieta 3
Chi ha provato a fare una dieta fortemente restrittiva, o per meglio dire un “semidigiuno”, sicuramente si ritroverà in ciò che è stato descritto e che voglio riprendere perchè utile e da non dimenticare mai.
Non fa differenza che una persona si sia volontariamente sottoposta una dieta fortemente restrittiva, oppure che sia un’anoressica astinente, oppure ancora che sia stata internata in campo di concentramento: gli effetti psicologici e fisiologici sono sempre gli stessi.
Enrica nei post precedenti accenna alle ricerche di Keys ed a quella che viene definita Sindrome da Digiuno, anche se non si trattava di vero e proprio digiuno, ma di dieta ipocalorica.
Per riprendere il discorso descriviamo accuratamente un esperimento che ha avuto inizio in un piovoso autunno del 1944.
Siamo verso la fine della seconda guerra mondiale e un famoso fisiologo della nutrizione, Ancel Keys è stato incaricato dal governo degli Stati Uniti di studiare come l’uomo reagisce in condizioni di severa scarsità alimentare.
Lo scopo era quello di capire, non solo cosa poteva accadere ai soldati impegnati nelle zone di guerra, ma anche ricavare informazioni utili per aiutare le popolazioni liberate dai nazisti e stremate dalla fame.
L’esperimento fu condotto su 36 obiettori di coscienza che si erano rifiutati di prestare il servizio militare ma che erano comunque desiderosi di contribuire ad aiutare in loro Paese in un modo da loro ritenuto più utile.
Erano tutti ragazzi mentalmente brillanti ed emotivamente equilibrati, l’età si aggirava sui 25 anni, la cosa importante da ricordare è che non erano stati costretti a prestarsi all’esperimento, ma erano tutti volontari e con una forte motivazione.
L’esperimento iniziava sottoponendoli ad una dieta libera per 3 mesi (consumavano circa 3000 calorie al giorno).
Vivevano tutti insieme ed ogni giorno dovevano fare 5 kilometri al giorno di camminata, oltre a fare vari lavori di manutenzione e prendersi cura degli alloggi.
Si divertivano come matti, il clima era spensierato e di grande cameratismo.
Poi iniziarono i 6 mesi di semi digiuno, di dieta fortemente ipocalorica, (simile a quelle che spesso si fanno per dimagrire velocemente), in cui ad essere ristrette erano solo le calorie, perché ad ognuno di loro veniva fornita un adeguata razione di vitamine, sali minerali e proteine.
Nelle prime fasi della dieta erano allegri, alcuni quasi euforici (questo ricorda molto l’effetto “luna di miele” all’inizio di una dieta), ma ben presto cominciarono a seguire momenti di disagio e depressione.
Dopo un paio di mesi avevano perso almeno la metà del grasso corporeo, ma il corpo stava smantellando anche le proteine contenuti nei muscoli (nonostante che queste fossero loro fornite nella dieta).
La fame non li abbandonava mai, pensavano in continuazione al cibo, e anche il loro carattere iniziò a cambiare: diventarono irritabili e litigiosi, un modo di essere molto lontano dalla loro natura.
Cominciarono a risparmiare le loro energie, e sebbene continuassero a fare le passeggiare (a cui erano costretti), smisero di fare qualsiasi altra attività sportiva o di svago; trascorrevano la maggior parte del tempo a letto.
Cessarono di fare i lavoretti nel dormitorio, non si lavano, non si pettinavano, i loro vestiti erano in disordine.
Verso la metà dell’esperimento dichiararono di non riuscire più a garantire di rispettare la dieta e furono costretti a istituire una sorta di controllo reciproco per impedirsi di cedere.
Gli imbrogli furono pochissimi e quando si verificarono furono seguirti da un forte senso di colpa e subito confessati agli sperimentatori.
Due persone ebbero un forte esaurimento nervoso e furono esentati dal proseguire l’esperimento.
E’ interessante notare che i due pasti che venivano serviti, uno alle otto e mezzo del mattino e uno alle cinque del pomeriggio, erano diventati i momenti più importanti e centrali della loro vita.
Riducevano il poco cibo in piccoli pezzetti e impiegavano anche due ore per mangiarlo, inoltre cominciarono a fare strani esperimenti per insaporire il cibo con sale e spezie (entrambe le cose si possono osservare anche nelle ragazze anoressiche).
Verso la fine dei sei mesi erano diventati profondamente apatici, disinteressati a tutti e a tutto, persino indifferenti al sesso, avevano smesso di masturbarsi.
Terminato il periodo di semi-digiuno fu loro permessa un’alimentazione libera.
E ... indovinate che cosa accadde?
Cominciarono a mangiare in continuazione: arrivavano a fare una colazione, tre pranzi e una cena; consumavano una media di 5000 calorie al giorno e anche dopo la fine di un pasto abbondante dicevano di avere ancora fame.
Solo quando ritornarono al peso originario, ossia quello all’inizio dell’esperimento, il loro interesse per il cibo si normalizzò e si liberano dall’ossessione di mangiare.
Quello però che avevano recuperato era solo il grasso originario, il tessuto muscolare risultava ancora notevolmente compromesso.
Ancel Keys ipotizzò che il fattore chiave fosse proprio il contenuto di grasso corporeo, ovvero che il corpo umano richieda una certa quantità di tessuto adiposo e che la sofferenza psicologica che accompagna la fame sia provocata soprattutto dalla riduzione delle riserve di grasso corporeo.
Un'intuizione importante, che le ricerche successive hanno in parte confermato.
Conclusioni:
Dieta = Sacrificio = Danno come scriveva provocatoriamente Enrica?
Si una Dieta fortemente ipocalorica può essere vincente nel breve periodo, ma fallimentare nel lungo periodo.
Keys l'ha dimostrato già da 60 anni.
Ne parleremo ancora, ma permettetemi di anticiparvi una cosa: ci ritroveremo ancora a parlare del caro Ancel Keys. Lo ritroveremo ormai invecchiato e in pensione a vivere in Italia (paese che amava), in un paesino del Cilento.
Ne parleremo perchè fu proprio lui a scoprire e coniare il termine “Dieta Mediterranea”.
Un abbraccio a tutti/e
Massimiliano.
Riprende nuovamente il concetto più e più volte. Vedi per esempio
Per Dimagrire non Mettersi a Dieta
Per Dimagrire non Mettersi a Dieta 2
Per Dimagrire non Mettersi a Dieta 3
Chi ha provato a fare una dieta fortemente restrittiva, o per meglio dire un “semidigiuno”, sicuramente si ritroverà in ciò che è stato descritto e che voglio riprendere perchè utile e da non dimenticare mai.
Non fa differenza che una persona si sia volontariamente sottoposta una dieta fortemente restrittiva, oppure che sia un’anoressica astinente, oppure ancora che sia stata internata in campo di concentramento: gli effetti psicologici e fisiologici sono sempre gli stessi.
Enrica nei post precedenti accenna alle ricerche di Keys ed a quella che viene definita Sindrome da Digiuno, anche se non si trattava di vero e proprio digiuno, ma di dieta ipocalorica.
Per riprendere il discorso descriviamo accuratamente un esperimento che ha avuto inizio in un piovoso autunno del 1944.
Siamo verso la fine della seconda guerra mondiale e un famoso fisiologo della nutrizione, Ancel Keys è stato incaricato dal governo degli Stati Uniti di studiare come l’uomo reagisce in condizioni di severa scarsità alimentare.
Lo scopo era quello di capire, non solo cosa poteva accadere ai soldati impegnati nelle zone di guerra, ma anche ricavare informazioni utili per aiutare le popolazioni liberate dai nazisti e stremate dalla fame.
L’esperimento fu condotto su 36 obiettori di coscienza che si erano rifiutati di prestare il servizio militare ma che erano comunque desiderosi di contribuire ad aiutare in loro Paese in un modo da loro ritenuto più utile.
Erano tutti ragazzi mentalmente brillanti ed emotivamente equilibrati, l’età si aggirava sui 25 anni, la cosa importante da ricordare è che non erano stati costretti a prestarsi all’esperimento, ma erano tutti volontari e con una forte motivazione.
L’esperimento iniziava sottoponendoli ad una dieta libera per 3 mesi (consumavano circa 3000 calorie al giorno).
Vivevano tutti insieme ed ogni giorno dovevano fare 5 kilometri al giorno di camminata, oltre a fare vari lavori di manutenzione e prendersi cura degli alloggi.
Si divertivano come matti, il clima era spensierato e di grande cameratismo.
Poi iniziarono i 6 mesi di semi digiuno, di dieta fortemente ipocalorica, (simile a quelle che spesso si fanno per dimagrire velocemente), in cui ad essere ristrette erano solo le calorie, perché ad ognuno di loro veniva fornita un adeguata razione di vitamine, sali minerali e proteine.
Nelle prime fasi della dieta erano allegri, alcuni quasi euforici (questo ricorda molto l’effetto “luna di miele” all’inizio di una dieta), ma ben presto cominciarono a seguire momenti di disagio e depressione.
Dopo un paio di mesi avevano perso almeno la metà del grasso corporeo, ma il corpo stava smantellando anche le proteine contenuti nei muscoli (nonostante che queste fossero loro fornite nella dieta).
La fame non li abbandonava mai, pensavano in continuazione al cibo, e anche il loro carattere iniziò a cambiare: diventarono irritabili e litigiosi, un modo di essere molto lontano dalla loro natura.
Cominciarono a risparmiare le loro energie, e sebbene continuassero a fare le passeggiare (a cui erano costretti), smisero di fare qualsiasi altra attività sportiva o di svago; trascorrevano la maggior parte del tempo a letto.
Cessarono di fare i lavoretti nel dormitorio, non si lavano, non si pettinavano, i loro vestiti erano in disordine.
Verso la metà dell’esperimento dichiararono di non riuscire più a garantire di rispettare la dieta e furono costretti a istituire una sorta di controllo reciproco per impedirsi di cedere.
Gli imbrogli furono pochissimi e quando si verificarono furono seguirti da un forte senso di colpa e subito confessati agli sperimentatori.
Due persone ebbero un forte esaurimento nervoso e furono esentati dal proseguire l’esperimento.
E’ interessante notare che i due pasti che venivano serviti, uno alle otto e mezzo del mattino e uno alle cinque del pomeriggio, erano diventati i momenti più importanti e centrali della loro vita.
Riducevano il poco cibo in piccoli pezzetti e impiegavano anche due ore per mangiarlo, inoltre cominciarono a fare strani esperimenti per insaporire il cibo con sale e spezie (entrambe le cose si possono osservare anche nelle ragazze anoressiche).
Verso la fine dei sei mesi erano diventati profondamente apatici, disinteressati a tutti e a tutto, persino indifferenti al sesso, avevano smesso di masturbarsi.
Terminato il periodo di semi-digiuno fu loro permessa un’alimentazione libera.
E ... indovinate che cosa accadde?
Cominciarono a mangiare in continuazione: arrivavano a fare una colazione, tre pranzi e una cena; consumavano una media di 5000 calorie al giorno e anche dopo la fine di un pasto abbondante dicevano di avere ancora fame.
Solo quando ritornarono al peso originario, ossia quello all’inizio dell’esperimento, il loro interesse per il cibo si normalizzò e si liberano dall’ossessione di mangiare.
Quello però che avevano recuperato era solo il grasso originario, il tessuto muscolare risultava ancora notevolmente compromesso.
Ancel Keys ipotizzò che il fattore chiave fosse proprio il contenuto di grasso corporeo, ovvero che il corpo umano richieda una certa quantità di tessuto adiposo e che la sofferenza psicologica che accompagna la fame sia provocata soprattutto dalla riduzione delle riserve di grasso corporeo.
Un'intuizione importante, che le ricerche successive hanno in parte confermato.
Conclusioni:
Dieta = Sacrificio = Danno come scriveva provocatoriamente Enrica?
Si una Dieta fortemente ipocalorica può essere vincente nel breve periodo, ma fallimentare nel lungo periodo.
Keys l'ha dimostrato già da 60 anni.
Ne parleremo ancora, ma permettetemi di anticiparvi una cosa: ci ritroveremo ancora a parlare del caro Ancel Keys. Lo ritroveremo ormai invecchiato e in pensione a vivere in Italia (paese che amava), in un paesino del Cilento.
Ne parleremo perchè fu proprio lui a scoprire e coniare il termine “Dieta Mediterranea”.
Un abbraccio a tutti/e
Massimiliano.




Molto interessante, mi ricordo che spesso all'inizio di una dieta molto rigida sognavo di notte di andare in cucina e mangiare qualcosa di terribilemente calorico, e poi mi svegliavo in preda ai sensi di colpa...
RispondiEliminaRicordo anche che alle prime diete, fatte quando ero ancora bambina, la mia scrupolosità nell'osservare i divieti alimentari rasentava la maniacalità, mentre ora le cose sono ben diverse. Le diete cambiano il carattere, e non in meglio...
è da un po' che non scrivo come per un periodo avevo fatto. io mi sto facendo seguire da uno specialista che mi ha dato uno schema dietetico ispirato alla dieta mediterranea molto libero, vario e sano, che viene incontro ai miei gusti. sto riscoprendo il piacere di cucinare cose buone, fresche, appetitose e di qualità, faccio una spesa oculata a coprire le mie necessità, il che significa per me non dover buttare in pattumiera le insalate e gli ortaggi che prima mi dimenticavo di aver comprato perché finivo col consumare solo grandi quantitativi di pasta coi legumi e pane farcito (cose iperveloci da preparare per me che mi annoiavo a cucinare).
RispondiEliminaho perso 4 kg in un mese e posso dire che sono soddisfatta soprattutto del modo rinnovato che ho di pormi verso il cibo: meno superficiale e compulsivo, più consapevole e salutare. credo che una volta che passerò alla fase del mantenimento mi affiderò molto anche ai suggerimenti di enrica. ma posso garantire che ora come ora a me non sembra di stare a dieta perché mangio assai meglio di prima, più frutta e verdura, e cucino con soddisfazione. :D
Hai trovato sicuramente una persona in gamba che non ti ha consigliato una di quelle diete da fame alle quali ci riferiamo.
RispondiEliminaTi ha indicato una maniera corretta di alimentarti ed i risultati si vedono :D.
Da quello che scrivi stai lavorando molto anche sul "piacere". Ed è ottimo :D
Sono veramente contenta per te.
Le strade da percorrere posso essere diverse. Tu hai scelto quella che sentivi più adeguata a te. Ora l'unica cosa importante è continuare e non "eccedere". Se ti concedi qualche sana trasgressione, puoi gestire le trasgressioni. Se te le rifiuti corri il rischio di perdere il controllo.
Come fanno i magri? quelli che lo sono naturalmente? Si concedono il piacere, ma senza eccedere.
Tanto semplice, quanto a volte difficile da accettare.
Enrica
PS. tienici aggiornati, mi farà piacere
certo cara, a presto con altre novità. ;)
RispondiEliminaCara Antonella, mi unisco a Enrica nel farti i miei migliori auguri.
RispondiEliminaMassimiliano.